
Analisi: aspettative vs. realtà
Fin dall’avvento del PC, il personal computer, molto prima di come lo conosciamo oggi, i programmi di elaborazione testi sono diventati parte integrante della routine di autori e revisori. Dagli albori ad oggi, il nemico numero uno del correttore di bozze professionista, colui che studia, si dedica al lavoro, al cliente e alla lingua, è il dizionario di Word. Perché?
Considerato uno strumento che facilita il lavoro di chi digita, il dizionario di Word, evidenziando con una linea rossa le parole con errori ortografici e quelle con errori grammaticali (concordanza e declinazione, ad esempio), ha indotto molte persone a credere erroneamente che ciò bastasse per diventare correttore di bozze, o revisore testuale, come preferite.
Questo, caro lettore, non è sufficiente. Pensa un po’! Questa è l’aspettativa che si ha della revisione: che basti dare un’occhiata al dizionario e verificare se ci sono “lineette” rosse o verdi che sottolineano le parole. Pensa un po’!
La revisione dei testi è molto più di questo. La realtà è che si tratta di un lavoro molto più complesso. Oltre a verificare l’ortografia e gli errori evidenti di concordanza e/o declinazione, espressioni come “a maneira como”, “período de tempo”, “frente a” (nel senso di diante de), tra gli altri vizi linguistici e “neologismi”, fanno parte dell’arduo (e delizioso!) lavoro del revisore.
A nostro avviso, la parte più gratificante del lavoro di revisione è proprio quando le cose si complicano. Quando l’autore stesso mette il cuore in mano e macchia la tastiera con gocce di sangue. Tutta l’emozione trasferita al testo complica le cose. E come le complica!
Vogliamo sapere qual è la tua opinione sulla prospettiva del lavoro di revisione. Se lavori in questo settore. Se hai voglia di saperne di più sull’argomento. Ne parliamo? Contattaci.