
I bambini non sono giocattoli!
La sottigliezza della pedofilia così vicina a noi
Ogni giorno andava a scuola alla stessa ora. Per anni aveva percorso lo stesso tragitto, con puntualità. La cura della famiglia si vedeva dall’uniforme, dal materiale scolastico, dai capelli sempre pettinati e dai denti splendenti. Ogni giorno il suo percorso veniva osservato da vicini, bambini, adolescenti e adulti che si incontravano in diversi punti mentre lei camminava allegramente.
Il tragitto percorso da sola era sempre motivo di gioia: un altro giorno di scuola; compiti da correggere; attività da svolgere sotto la supervisione dell’insegnante; i giochi e la merenda condivisi con le amiche durante la ricreazione; una storia nel libro di lettura; un compito da portare a casa. Sebbene ci fosse una routine a cui la maestra si atteneva, la novità dell’apprendimento la motivava durante l’orario scolastico. O anche dopo, a casa.
Mentre l’innocente studentessa si recava a scuola immersa nei suoi pensieri, non immaginava nemmeno che molti di coloro che si trovavano puntualmente sul suo cammino avessero altri intenti in mente. La gioia di stare con gli amici e l’insegnante distraeva la ragazzina. Finché un giorno, mentre tornava a casa, la minaccia di un temporale la spinse a rifugiarsi in un negozio per ripararsi dalla pioggia che già cadeva forte. Questo bastò a far esplodere una bomba a orologeria che era già stata armata.
Uno dei clienti del negozio era una di quelle persone che la osservavano, in attesa del momento opportuno per agire. Quel momento era arrivato: avrebbe sedotto la bambina, offrendole protezione dalla tempesta. Prendendola per mano, si guadagnò la sua fiducia. Le offrì un giocattolo, che lei accettò gentilmente. La pioggia cadeva a dirotto, senza che si potesse prevedere per quanto tempo ancora sarebbe durata.
Accompagnando l’ingenua bambina, quel Babbo Natale fuori stagione la condusse verso casa sua, ma non la lasciò all’indirizzo giusto. La prese con la forza e le propose giochi che non si addicevano al regalo che la bambina aveva tra le mani. Il giocattolo nelle mani della bambina era in contrasto con la bambina stessa, che stava diventando oggetto di scherno da parte degli adulti nelle mani di un mostro.
Situazioni come questa si verificano continuamente sotto i nostri occhi. Per imprudenza, disattenzione, disinformazione e in alcuni casi persino egoismo, non facciamo ciò che è nostro dovere per evitare o impedire che un’altra bambina diventi vittima della pedofilia. Dobbiamo rompere il bozzolo che ci acceca e guardare oltre noi stessi. La vittima di un pedofilo porta con sé le conseguenze per il resto della sua vita.
Ana Lúcia Sesso – San Paolo, 10 marzo 2017.